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Appuntamenti e News  >  News  >  Giovanni Bettini confermato alla presidenza di Fedagri Emilia Romagna
Di fronte alla pesante crisi economica generale prosegue l’impegno della Federazione per garantire sviluppo al settore agricolo.

(Bologna, 2 Marzo 2010). Nonostante la pesante crisi generale che ha colpito tutti i principali settori economici, nel 2009 le cooperative agricole ed agroalimentari aderenti a Fedagri/Confcooperative dell’Emilia Romagna hanno mostrato una sostanziale tenuta. Le 512 imprese associate hanno infatti sviluppato un fatturato di 8,1 miliardi di euro, con una contrazione dell’1,9% sull’anno precedente ed un aumento di oltre il 26% rispetto all’ultimo quinquennio. Gli addetti hanno sfiorato le 18.000 unità con una crescita del 6% sul 2008 e del 18% rispetto al periodo 2004/2009; sempre in questo quinquennio i soci di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna sono diminuiti di quasi il 10% passando da 88.000 a circa 75.000 unità. Sono questi i dati principali emersi dall’Assemblea annuale della Federazione. “A fronte della sostanziale tenuta delle imprese cooperative – ha affermato Giovanni Bettini, confermato alla presidenza di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna – non bisogna però dimenticare le difficoltà incontrate negli ultimi tempi dalle aziende agricole, anche socie di cooperative, nel fare reddito. Sono sotto gli occhi di tutti le notevoli fluttuazioni e gli aumenti dei costi dei fattori produttivi e l’altissima volatilità dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali che in molti casi non consentono alle aziende agricole di coprire nemmeno i costi di produzione”. “In questo contesto – ha proseguito Bettini – la cooperazione agroalimentare, con i propri uomini e le proprie strutture, vuole continuare a svolgere un ruolo di primaria importanza nella realtà produttiva emiliano-romagnola. Un ruolo testimoniato dalla rilevante percentuale di prodotto controllato, pari a circa il 50% dell’intera produzione regionale nel comparto dell’ortofrutta, ad oltre il 55% nel settore vitivinicolo e ad oltre il 60% nel settore lattiero caseario in particolare per quanto riguarda le produzioni Dop Parmigiano-Reggiano e Grana Padano. Primati decisamente importanti che dovranno essere mantenuti e ulteriormente rafforzati, attraverso politiche e strategie adeguate, per affrontare e vincere la sfida di un mercato globale sempre più aperto e competitivo”. “A tale proposito – ha ricordato il presidente di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna – sarà indispensabile individuare o potenziare strumenti in grado di supportare adeguatamente il sistema produttivo. Innanzitutto, le risorse dovranno essere destinate alla crescita competitiva delle imprese agricole ed agroalimentari, poi a livello comunitario per le Organizzazioni dei produttori e i Consorzi di tutela dovranno essere definite modalità di programmazione cogente; inoltre, occorrerà potenziare le azioni più indicate per intervenire in modo efficace nelle situazioni di gravi crisi di mercato ed incentivare l’utilizzo di soluzioni assicurative per risarcire i danni provocati da calamità naturali ma anche per garantire un reddito alle aziende agricole colpite da crisi di mercato”. “Contemporaneamente – ha aggiunto Bettini – al fine di aumentare il potere contrattuale dei fornitori agroalimentari nei confronti della Grande Distribuzione Organizzata, sarà necessario definire in ambito europeo appositi codici di comportamento in grado di regolare gli aspetti contrattuali assicurando la pari dignità dei soggetti coinvolti con l’obiettivo di raggiungere una equa ridistribuzione del valore aggiunto”. Intervenendo all’Assemblea regionale, il presidente nazionale di Fedagri, Maurizio Gardini, ha affermato che “in presenza di una crisi dell’agricoltura così pesante è ora di interrompere corse solitarie per battaglie che non sono strategiche per il futuro dell’agroalimentare. Le Organizzazioni agricole devono piuttosto riuscire a trovare una condivisione su alcune tematiche fondamentali per il futuro del settore. Solo presentando alcune semplici proposte comuni, saremo in grado di riuscire a dialogare in maniera efficace con le istituzioni nazionali ed europee”. “Oggi – ha concluso Gardini – è finito il tempo delle analisi e abbiamo un solo vero problema che è il reddito dei produttori: l’agricoltura ha bisogno di risposte concrete che possono arrivare solo se riusciamo a adottare una strategia economica efficace”. Tra le questioni più urgenti sulle quali Gardini ha auspicato convergenza, il rapporto con la Grande distribuzione organizzata, la diminuzione della burocrazia, la competitività delle imprese sul mercato nazionale e internazionale, l’aggregazione dell’offerta, il problema del dimensionamento delle imprese, la reciprocità del sistema di regole tra i diversi paesi produttori extra UE. Sono poi intervenuti il prof. Andrea Segré, preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, che ha ricordato come la cooperazione possa fornire un valido contributo al superamento della crisi dell’agricoltura anche attraverso la spinta all’integrazione, e Don Ottorino Rizzi, delegato regionale per la Pastorale del Lavoro, che ha sottolineato l’importante ruolo della cooperazione nel raggiungimento di uno sviluppo economico più umano. L’Assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, ha sottolineato come per garantire un futuro alla nostra agricoltura sia necessario un cambio di passo che coinvolga la Ue, lo Stato italiano, la Regione e le Associazioni agricole. “A questo proposito – ha ricordato Rabboni – occorre puntare in particolare su alcuni punti, quali la stabilizzazione dei prezzi agricoli, l’adozione di un codice etico volontario in grado di regolamentare i rapporti con la Grande Distribuzione Organizzata, la radicale diminuzione della burocrazia. Contemporaneamente, la nuova Politica Agricola Comunitaria dovrà confermare l’impegno europeo a garantire le risorse necessarie per la modernizzazione e la competitivtà delle aziende agricole”.

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