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Appuntamenti e News  >  News  >  Conserve Italia studia la valorizzazione del Vending
Un workshop formativo con le aziende di gestione ha analizzato le possibilità di valorizzazione del canale, per una “qualità totale” che deve coinvolgere tutti i protagonisti della filiera.

Un canale interessante di sviluppo della distribuzione alimentare in nuove location

Bologna, 28 settembre 2009 – La distribuzione alimentare ha nel vending un grande canale di sviluppo: 2.280.000 macchine installate (+8,42%) per oltre 6,3 miliardi di consumazioni e un fatturato 2008 pari a 2.714,7 milioni di euro, spiegano il peso ed il valore del mercato della distribuzione automatica a self service al quale guardano con interesse le principali aziende alimentari come alternativa moderna e vincente ai canali distributivi tradizionali. Conserve Italia – leader nella produzione e commercializzazione di nettari, succhi e bevande alla frutta e prima industria conserviera italiana con circa 500.000 tonnellate di materie prime lavorate nell’ultimo esercizio, un fatturato 2008 superiore a 1 miliardo di euro (+5% rispetto all’anno precedente), oltre 6.500 dipendenti (2.173 fissi e circa 4.684 stagionali) e leader nei succhi di frutta con una market share pari al 30% – è tra i protagonisti del settore vending con alimenti snack a base di frutta che rispondono alle esigenze dei consumatori, in linea con gli stili di vita contemporanei improntati al benessere e ai principi di una corretta alimentazione. Conserve Italia opera nel comparto da 4 anni con un’unità specifica, composta da venti agenti e funzionari commerciali e marketing specializzati, e ha registrato il raddoppio del fatturato con un’espansione distributiva uniforme su tutto il territorio. “Il canale vending ha grandi potenzialità – dichiara Paolo Gerevini, direttore marketing Conserve Italia – insite nella distribuzione capillare dei prodotti alimentari in contesti nuovi ed in altro modo inaccessibili, come i luoghi di lavoro (fabbriche e uffici), che accrescono la diffusione della marca con la possibilità di favorire i consumi di tali prodotti anche in ambito privato e familiare”. Il mondo dello slot-food accusa ora i riflessi negativi legati alla chiusura di varie aziende o all’aumento della cassa integrazione, con calo sui consumi dei distributori automatici situati per l’80% nel mondo del lavoro. Pur in presenza di un buon trend strutturale (nei prossimi decenni la modalità self service sarà vincente nell’erogazione di prodotti e servizi), l’industria e i vendor ricercano nuovi ambiti di efficienza che possono rivelarsi un vantaggio competitivo decisivo. Su questi temi Conserve Italia ha organizzato un workshop con i gestori per analizzare le possibilità di crescita del canale, in funzione di una “qualità totale” che deve coinvolgere i vendor che riforniscono e gestiscono il parco macchine sul territorio, l’industria di marca che propone i prodotti per le vending machines e gli stessi produttori di vending machines. “L’obiettivo – rileva Roberto Fanelli, responsabile vendite del canale – è creare un’interazione tra il know-how dell’industria, sulla marca e sui canali distributivi, e l’esperienza dei gestori”. Da qui l’importanza dell’analisi di “category” del vending presentata durante il workshop (tenutosi a Riva del Garda, alla presenza di numerosi gestori); lo studio del miglior display del distributore automatico per location si traduce nella configurazione più efficiente e “personalizzata” della vetrina per massimizzare le vendite nei diversi luoghi di presenza delle macchine (i consumi sono diversi se le macchine sono collocate in uffici, scuole, siti di transito, ospedali, ecc.). “In questo studio di category – spiega Sandra Sangiuolo, responsabile degli studi di ricerca del Gruppo e del marketing del canale – Conserve Italia è all’avanguardia in quanto le metodologie che analizzano l’ottimizzazione degli scaffali dei supermercati sono state applicate al vending, sinora rimasto quasi inesplorato da questi studi. Con il contributo delle maggiori aziende di gestione, Conserve Italia ha poi avviato un percorso scientifico di analisi del consumatore del canale nelle varie location, con test pilota di osservazione e misurazione”.

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