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Appuntamenti e News  >  News  >  Emilia Romagna, “Il gusto della cooperazione”
Un viaggio attraverso le eccellenze agroalimentari di questa regione alla scoperta dei valori della cooperazione.

Presentata a Bologna la Guida realizzata da Fedagri/Confcooperative

(Bologna, 12 Settembre 2008). Un interessante percorso enogastronomico tra le migliori produzioni agroalimentari cooperative dell’Emilia Romagna con un capitolo dedicato agli agriturismi presenti sul territorio: è quanto propone Emilia Romagna, “Il Gusto della Cooperazione”, la guida realizzata da Fedagri/Confcooperative, presentata oggi a Bologna a giornalisti ed autorità nell’ambito del 20° Salone Internazionale del Naturale (SANA). Aprendo i lavori, moderati dall’educatore alimentare Daniele De Leo, il presidente nazionale di Fedagri/Confcooperative, Paolo Bruni, ha ricordato che “con 26 prodotti d’eccellenza l’Emilia Romagna vanta il primato italiano del maggior numero di denominazioni di origine controllata. Alcuni prodotti emiliani, come il Parmigiano-Reggiano, il Grana Padano e il Prosciutto di Parma sono, in assoluto, i prodotti a denominazione più conosciuti e venduti, sia sul mercato nazionale che su quelli esteri”. “In questa regione – ha proseguito Bruni – le cooperative agricole hanno conseguito importanti risultati, per dimensioni aziendali e fatturato; hanno offerto ai propri soci adeguate risposte economiche e prospettive produttive, attraverso un’efficace presenza nei mercati, rappresentando allo stesso tempo un’alternativa economica all’industria alimentare. Molte cooperative della Regione Emilia Romagna hanno infatti saputo coniugare i valori ed i principi della cooperazione con le esigenze di mercati sempre più ampi e competitivi”. Anche il presidente regionale di Confcooperative, Maurizio Gardini ha sottolineato che “il settore agroalimentare regionale è caratterizzato dall’ampia e radicata presenza della cooperazione nelle fasi di produzione, trasformazione e commercializzazione. E questo è dimostrato dalla rilevante percentuale di prodotto controllato in tutti i principali settori, che oltrepassa il 50% della produzione regionale complessiva”. “In Emilia Romagna – ha poi aggiunto Gardini – la cooperazione da decenni ha avviato l’esperienza di vendita diretta dei propri prodotti attraverso negozi abbinati alle stesse cooperative. Una recente rilevazione effettuata dalla Confcooperative Emilia Romagna ha evidenziato una rete di 205 punti vendita, su una superficie di circa 16.000 metri quadrati, collegata a 140 cooperative aderenti, che ha sviluppato nell’ultimo anno un fatturato di circa 80 milioni di euro, in un rapporto diretto con il consumatore finale, ottenuto attraverso la commercializzazione di 27.000 quintali di formaggio (in prevalenza Parmigiano-Reggiano), più di 200.000 ettolitri di vino, oltre 40.000 quintali di prodotti ortofrutticoli e più di 38.000 quintali di carni e salumi”. “È da qui che è necessario partire – ha ricordato il presidente regionale di Confcooperative – per una nuova fase di sviluppo. Occorre infatti realizzare una rete di distribuzione, gestita dai produttori organizzati, attraverso la quale commercializzare esclusivamente i prodotti della cooperazione con le loro distintività, quali il legame con il territorio, la valorizzazione del prodotto conferito dai soci, il controllo della filiera in tutte le diverse fasi garantendo qualità e sicurezza, che dovranno essere valorizzate anche attraverso l’individuazione di uno specifico logo cooperativo da affiancare ai marchi aziendali”. I lavori sono stati conclusi dall’Assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, che ha ricordato come, anche grazie alla straordinaria trama di imprese cooperative, in Emilia Romagna l’agricoltura si caratterizzi per la forte valorizzazione delle capacità professionali degli addetti, per il rispetto dei valori ambientali e di salubrità, per l’intreccio tra il futuro dell’innovazione tecnologica ed il passato della tradizione più autentica e, infine, per la capacità di fare delle piccole e medie imprese agricole un ‘sistema’ cooperante e competitivo sui mercati interni ed internazionali”. “Questo sistema – ha concluso l’Assessore – si muove in un’unica direzione: investire sui valori, le persone, l’ambiente, l’affidabilità, continuare a raccogliere il meglio da questa terra, controllare e garantire la qualità e la sicurezza di tutte le produzioni agroalimentari”. Tra aneddoti e ricette la guida “Il Gusto della Cooperazione” propone all’attenzione generale, da un lato, le produzioni agroalimentari di qualità e, dall’altro, i luoghi della cooperazione dove è possibile assaporare, conoscere ed acquistare quei prodotti che, ottenuti nel rispetto di specifici disciplinari, sono il frutto di un’irrinunciabile legame territoriale e immagine della tradizione e della cultura agroalimentare degli uomini dell’Emilia Romagna.

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