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Appuntamenti e News  >  News  >  Happy hour e pranzi bio per una vacanza “responsabile”.
L’iniziativa, inserita nel progetto “BioBenessere”, è stata presentata a Punta Marina Terme (RA).

Proposti dagli stabilimenti balneari della costa romagnola per ammaliare i turisti con i plus del bio.

(Ravenna, 13 Giugno 2006). Qualificare la vacanza in Riviera con una scelta alimentare “responsabile”, vale a dire basata su prodotti biologici, conciliando la naturalità delle produzioni agricole con la spensieratezza delle vacanze: è questo, in estrema sintesi, l’obiettivo degli stabilimenti balneari della costa ravennate per la prossima estate. Proposta e portata avanti dalle Fattorie Faggioli di Cusercoli (FC) in collaborazione con ASCOM ConfCommercio di Ravenna, l’iniziativa, presentata oggi presso il Bagno Vela di Punta Marina Terme (RA), si inserisce nell’ambito del progetto “BioBenessere” di Pro.B.E.R. (Associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell’Emilia Romagna) che si propone di incentivare i consumi di prodotti biologici ed ampliare le conoscenze dei principi dell’agricoltura bio presso i consumatori. “Progetto triennale, cofinanziato da Unione Europea ed Agea, – ha dichiarato Paolo Carnemolla, presidente Pro.B.E.R. – ‘BioBenessere’ consente ai consumatori, e in generale agli ospiti della costa, di ‘prendere confidenza’ con i prodotti bio attraverso degustazioni, attività culturali inerenti la gastronomia e percorsi didattici Decisamente positivi i risultati ottenuti nel primo anno di attività del progetto: quasi 11.000 giornate promozionali realizzate nei punti vendita della GDO e dei negozi specializzati per un totale di oltre 2.100.000 contatti, più di 150 uscite pubblicitarie su riviste e quotidiani, oltre 100 passaggi televisivi e radiofonici, circa 500.000 contatti realizzati attraverso la partecipazione a convegni, conferenze e alle principali fiere del settore”. “Proponendo il binomio mare-campagna come grande risorsa per la qualità delle produzioni alimentari e come fonte di salute e salubrità dell’ambiente – ha proseguito Carnemolla – ‘BioBenessere’ coinvolge diverse imprese presenti sul territorio. Non sono più soltanto le aziende agricole a schierarsi a favore della qualità dei prodotti bio, ma anche commercianti, artigiani, imprese turistiche, albergatori e stabilimenti balneari”. Si inserisce in quest’ottica l’iniziativa lanciata per l’estate 2006 dagli stabilimenti della costa romagnola, che, dopo il grande successo delle merende a base di frutta bio organizzate l’anno scorso in spiaggia tra gli ombrelloni, ampliano il raggio d’azione. Quest’anno, infatti, fin dal primo mattino gli ospiti di questi stabilimenti troveranno una proposta alimentare biologica per iniziare la giornata nel segno del benessere. All’ora di pranzo, poi, potranno gustare ampi ed appetitosi menu studiati appositamente per esaltare la naturalità del bio. “La spiaggia – ha sottolineato Fausto Faggioli, delle omonime Fattorie – non è soltanto un luogo in cui divertirsi e rilassarsi prendendo il sole tra gli ombrelloni e facendo il bagno in mare, ma rappresenta anche una realtà capace di far incontrare le aziende di prodotti biologici con i consumatori, che grazie ai marchi ed alle denominazioni di origine di queste produzioni possono ottenere le massime garanzie di qualità e naturalità e trascorrere una ‘vacanza salutare’ all’insegna del benessere”. Ma nella Riviera Romagnola, che a giusta ragione può essere definita la ‘culla del turismo balneare’, benessere fa rima anche con solidarietà. Il ricavato dei gustosi piatti preparati oggi da Bruna Montroni, proprietaria del Bagno Vela e presidente della Cooperativa Bagnini di Ravenna, e proposti ai numerosi ospiti della spiaggia sarà interamente devoluto all’Associazione Papa Giovanni XXIII di Don Benzi di Rimini operante da oltre trent’anni nel vasto mondo dell’emarginazione, in Italia ed all’estero. Una scelta nata dalla considerazione che chi sceglie di alimentarsi con prodotti bio raggiunge una pluralità di obiettivi, anche di carattere sociale, che non coinvolgono solo produttori e consumatori, ma l’intera collettività, contribuendo a risparmiare risorse e migliorando la qualità della vita non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche in quelli industrializzati perché la biodiversità è una fonte di ricchezza per tutti i territori.

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