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Appuntamenti e News  >  News  >  Educazione e sicurezza alimentare.
Il tema è stato al centro di un convegno organizzato da IRECOOP Emilia Romagna.

Nell’ambito del Progetto Network Filieralimentare “In Terr Net dalla Terra alla Tavola”.

(Bologna, 3 Luglio 2006). La globalizzazione e la crescente diffusione della Moderna Distribuzione hanno influenzato profondamente i consumi di prodotti alimentari: di fronte a questo fenomeno il sistema agricolo è chiamato, oggi, ad offrire una gamma sempre più ampia di servizi collegati alla vendita oltre ad una proposta completa di prodotti di qualità, che devono essere adeguatamente tutelati e valorizzati sul mercato nazionale ed internazionale. Un impegno, questo, che la Regione Emilia Romagna porta avanti con determinazione da molto tempo. È quanto ha dichiarato Luciano Trentini, responsabile Servizio Valorizzazione Produzioni Assessorato Regionale all’Agricoltura, intervenendo al convegno sul tema “Educazione e sicurezza alimentare” organizzato a Bologna da Irecoop Emilia Romagna nell’ambito dell’edizione 2005/2006 del progetto “In Terr Net dalla Terra alla Tavola: eventi e strumenti per l’informazione e la didattica”, inserito nel progetto integrato regionale “Network Filieralimentare gestito congiuntamente da Irecoop, Nuovo Cescot e Cesvip. “Già da più di 20 anni – ha sottolineato Trentini – la Regione promuove e sostiene la produzione integrata, un metodo basato su moderne tecniche di coltivazione rispettose della salute e dell’ambiente in grado di garantire ai consumatori prodotti di qualità sani e gustosi. Oggi, in Emilia Romagna si contano 10.000 aziende che utilizzano queste pratiche agronomiche per una superficie complessiva di oltre 120.000 ettari sui 150.000 complessivamente coltivati in regione e sono ben 40 i disciplinari di produzione applicati nelle diverse filiere”. “Oltre alla produzione integrata – ha proseguito Trentini – anche il biologico riveste un ruolo importante in Emilia Romagna, che oggi è la seconda regione italiana in questo settore con circa 5.000 aziende. Questa regione guida poi la classifica europea per quanto riguarda i prodotti Dop (Denominazioni di Origine Protetta) e Igp (Identificazione Geografica Protetta), potendo contare su un’offerta estremamente ampia di prodotti di alta qualità, veri e propri ‘giacimenti enogastronomici’. Trentini ha concluso il suo intervento ricordando che la scuola, assieme alle famiglie, rappresenta il veicolo più importante per insegnare alle giovani generazioni una corretta educazione alimentare. Un tema, questo, ripreso anche dalla professoressa forlivese Miria Gasperi, in rappresentanza del sistema dell’istruzione scolastica, che ha ricordato come l’alimentazione scorretta costituisca una delle cause principali di numerose malattie. “L’educazione alimentare – ha proseguito Gasperi – assume quindi anche un ruolo sociale e l’informazione e la formazione dei cittadini costituiscono la base di partenza indispensabile per diffondere un consumo consapevole e responsabile”. In questa direzione sono importanti le esperienze anche pratiche, come la coltivazione di un orto, che a livello scolastico possono essere realizzate con il coinvolgimento degli studenti. La professoressa Gasperi ha concluso il suo intervento ricordando che, grazie alle moderne tecniche disponibili ed alla maggiore sensibilità dimostrata dagli operatori del settore, i prodotti alimentari oggi sono decisamente più sicuri e controllati rispetto al passato. Il convegno è poi terminato con l’intervento di Antonio Ferraguti, direttore di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna, che ha ricordato l’importanza strategica del Progetto “In Terr Net dalla Terra alla Tavola”, il cui obiettivo è costruire un rapporto tra il mondo produttivo, il mondo scolastico ed il sistema della formazione per creare, a vari livelli, la consapevolezza di una alimentazione corretta. Ferraguti ha quindi sottolineato che in Emilia Romagna la cooperazione agroalimentare ricopre una posizione di primo piano, rappresentando, in alcuni settori, quali il vitivinicolo, l’ortofrutticolo ed il lattiero caseario, oltre il 50% dell’intera produzione regionale. “Fortemente legata al territorio – ha proseguito Ferraguti – la cooperazione si propone, come obiettivo prioritario, di offrire adeguate risposte economiche ai propri soci ed a questo proposito considera la qualità come una scelta obbligata. Da qui l’impegno pluridecennale della cooperazione nell’adozione dei disciplinari di produzione integrata come la presenza della stessa nelle produzioni contraddistinte da un disciplinare Dop, Igp, Doc e Igt”. “Per recuperare maggiore valore aggiunto – ha concluso Ferraguti – sarebbe opportuno rafforzare canali commerciali complementari a quelli della Gdo e del dettaglio tradizionale. Tale obiettivo potrà essere raggiunto facendo sempre più emergere l’importante realtà dei punti vendita gestiti direttamente dalla cooperative favorendo al contempo la creazione di una rete che consenta l’interscambio cooperativo tra le stesse realtà per conseguire un progressivo completamento della gamma. In questo modo la cooperazione agroalimentare può porsi come snodo privilegiato tra i produttori ed i consumatori, favorendo il raggiungimento di un reddito equo per i primi e garantendo un’offerta di prodotti sicuri e di qualità al giusto prezzo ai secondi”.

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