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Appuntamenti e News  >  News  >  Ortofrutta e politica comunitaria: quali prospettive di riforma?
IL TEMA AL CENTRO DI UN CONVEGNO ORGANIZZATO DA FINAF.

Le proposte in vista della revisione dell’Organizzazione Comune di Mercato .

(Bologna, 4 Luglio 2006). Finaf, la prima Associazione Internazionale di Organizzazioni di Produttori Ortofrutticoli operante nel settore dell’ortofrutta fresca e trasformata, che ha tra i propri soci le OP Apo Conerpo, Conserves France, Orogel Fresco e Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta e conta una produzione di quasi 1.150.000 tonnellate ottenuta su una superficie di circa 40.000 ettari, in vista della revisione del Regolamento Comunitario riguardante l’Organizzazione Comune di Mercato degli ortofrutticoli freschi e trasformati, ha promosso un convegno per mettere a confronto le posizioni dei principali paesi produttori di ortofrutta ed individuare momenti di sintesi. Chiamati a dibattere questo tema sotto la regia del presidente della AOP Finaf, Paolo Bruni, sono intervenuti i rappresentanti del mondo della cooperazione italiana, francese e spagnola, l’Areflh (Associazione delle Regioni Ortofrutticole Europee), i sindacati confederali ed il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Le posizioni presentate dai diversi relatori hanno evidenziato molti punti di contatto a dimostrazione che i problemi del mondo della produzione sono simili e che le preoccupazioni del mondo ortofrutticolo europeo trovano percorsi omogenei e le politiche di sviluppo generate dalla crisi trovano molti elementi in comune tra i produttori organizzati in OP e AOP. Nel suo intervento, propedeutico al dibattito, Paolo Bruni ha illustrato la situazione e l’evoluzione della produzione ortofrutticola mondiale, confrontando i valori espressi dall’Europa con le potenzialità dei principali paesi competitors (Cina, India, Turchia). I dati non sono confortanti in quanto con il persistere degli attuali trend la forbice tra Europa e paesi emergenti si allargherà ulteriormente a favore di questi ultimi. A questo proposito, il presidente Bruni ha ravvisato l’opportunità, ma anche la necessità, di unire gli sforzi dei tre paesi del Mediterraneo presenti al convegno (Italia, Francia, Spagna) per contrastare la sempre maggiore presenza sui nostri mercati di prodotti provenienti dai Paesi terzi. Questo contrasto, però, non può basarsi su barriere economiche (dazi), oggi impensabili alla luce degli accordi internazionali (WTO); si dovranno individuare politiche di sostegno alla produzione di qualità e strumenti legislativi che permettano di intervenire tempestivamente anche nell’evenienza di gravi crisi congiunturali. Si tratta quindi di adottare politiche che, sviluppando il progresso tecnico ed assicurando lo sviluppo razionale della produzione e l’utilizzo ottimale dei fattori di produzione, possano garantire un reddito equo ai produttori. Gli sforzi dovranno essere indirizzati a utilizzare al meglio le risorse di bilancio stanziate per questo comparto, migliorare la conoscenza dell’offerta, favorire la concentrazione della produzione ed il finanziamento delle organizzazioni di produttori che effettivamente gestiscono la filiera dalla produzione alla commercializzazione dei prodotti degli associati. Occorre poi individuare misure a favore dell’ortofrutta destinata alla trasformazione, settore chiave e strategico se inserito solidamente nella filiera e nel sistema OP e AOP. Si dovranno inoltre adottare appositi provvedimenti per proteggere il settore degli ortofrutticoli freschi e trasformati dalla concorrenza internazionale tenendo conto della nuova dimensione della Ue allargata a 25 stati membri. Infine, occorre sottolineare l’importanza dell’introduzione di frutta e verdura in una dieta equilibrata e nel quadro della lotta all’obesità. Per Davide Vernocchi, presidente Settore Ortofrutticolo Fedagri/Confcooperative, è positivo il giudizio della cooperazione sul Regolamento Ce 2200/96 (Organizzazione Comune di Mercato degli ortofrutticoli freschi e trasformati), ma nel processo di revisione di questa normativa occorre apportare alcune modifiche finalizzate a mantenere e rafforzare l’attuale struttura, incentrata sulle Organizzazioni dei Produttori, garantire un miglior utilizzo del budget attuale attraverso un riorientamento delle risorse, salvaguardare l’autonomia dell’Ocm rispetto all’applicazione della Pac. “Per quanto concerne il rafforzamento delle OP e delle AOP (Associazioni di Organizzazioni dei Produttori) – ha dichiarato Vernocchi – è necessario aumentare dal 4,1% al 6% il co-finanziamento comunitario sui Piani Operativi, aumentare dal 50% al 60% il co-finanziamento nel caso del raggiungimento di importanti obiettivi di concentrazione e semplificare le regole di adesione dei produttori alle diverse tipologie di OP”. Vernocchi ha infine sottolineato l’esigenza di prevedere, all’interno dell’Ocm, strumenti per affrontare le crisi di mercato e di mantenere lo status quo per le norme di commercializzazione, evitando sia la sovrapposizione che la soppressione delle regole. Abbastanza simile la posizione della Confederazione Cooperative Agricole Spagnole, rappresentata da Juan Corbalan Garcia, che ha sottolineato come la riforma dell’Ocm ortofrutticola debba, tra l’altro, rendere le OP più attrattive, facilitare la reperibilità delle risorse, diminuire e semplificare gli oneri burocratici a carico delle Organizzazioni dei Produttori, aumentare i finanziamenti per le OP, favorire il miglioramento delle relazioni interprofessionali, promuovere i consumi. Jean Pierre Fournier, rappresentante di Felcoop, la Federazione francese della cooperazione ortofrutticola, ha affermato che la nuova Organizzazione Comune di Mercato deve rafforzare i criteri per il riconoscimento delle OP, incoraggiare i progetti di impresa, garantire la sicurezza giuridica e fiscale delle OP, prevedere un fondo per le crisi gestito da OP e AOP. Maurizio Gardini, Presidente di CONSERVE ITALIA, ha messo in risalto gli effetti negativi che potrebbero derivare dal disaccoppiamento totale sul pomodoro. Per Luciano Trentini, presidente Areflh, l’associazione, nata nel 1999, che raggruppa 26 tra le più importanti regioni ortofrutticole europee, occorre aumentare l’aiuto comunitario indirizzato alle OP e accrescere i finanziamenti a favore di un piano di comunicazione sugli effetti positivi del consumo di ortofrutta per la salute. “La nostra Associazione – ha concluso Trentini – deve svolgere un’azione strategica nei confronti della Commissione Europea affinché questa raccolga le proposte presentate dagli Stati membri per garantire un futuro al settore e creare nuova occupazione”. Dopo gli interventi di Albino Gorini, segretario generale FAI-CISL e di Stefano Mantegazza, segretario generale UILA-UIL, che si sono dichiarati perfettamente in linea con le tesi di FEDAGRI e CONFCOOPERTIVE, i lavori sono stati conclusi da Guido Tampieri, sottosegretario Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che ha auspicato un riallineamento delle Ocm relative ai diversi comparti merceologici a livello internazionale. Tampieri ha poi affermato che di fronte al progressivo mutamento dell’equilibrio tra domanda e offerta, che sarà sempre più netto nei prossimi anni, “dobbiamo costruire le condizioni per essere ancora protagonisti in futuro”. “A questo proposito – ha concluso il Sottosegretario – la riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato dell’ortofrutta deve confermare e rafforzare il ruolo centrale delle OP”.

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