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Appuntamenti e News  >  News  >  Cirio De Rica e Conserve Italia verso la fusione.
(Bologna, 1 febbraio 2007). Di fronte agli attuali scenari, il nuovo Piano comporta rigore ma garantisce anche concrete opportunità di sviluppo.

(Bologna, 1 febbraio 2007). Ottimizzare la filiera produttiva e commerciale per garantirsi concrete possibilità di sviluppo così da vincere le sfide del mercato globale: è questo, in sintesi, l’obiettivo del Piano Industriale di Conserve Italia, che dovrebbe portare, entro la metà di quest’anno, all’integrazione di Cirio De Rica nella società capofila. “Per accrescere il grado di competitività di tutto il sistema Conserve Italia – sottolinea il presidente Maurizio Gardini – il Piano affronta innanzitutto la riorganizzazione dell’intero sistema produttivo, riconvertendo gli impianti meno moderni a favore di quelli più efficienti e tecnologicamente più avanzati, mentre a livello di funzionalità operativa, prevede la completa integrazione della due reti commerciali in Italia e all’estero, l’unificazione delle funzioni acquisti e marketing, per sfruttare al meglio tutte le possibili opportunità di mercato e raggiungere importanti economie di scala”. “Si tratta di una scelta indispensabile – prosegue Gardini – alla luce anche delle incertezze che sembrano contraddistinguere il futuro delle coltivazioni orticole, in particolare del pomodoro, a causa dell’imminente riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato (Ocm) dell’ortofrutta, che, introducendo il principio del disaccoppiamento, che svincola i premi alla trasformazione dai quantitativi realmente coltivati, potrebbe determinare una forte contrazione produttiva”. Al fine di assicurare alla base sociale di Conserve Italia fiducia nel futuro e migliore redditività, il Piano Industriale prevede il mantenimento delle attuali quote produttive, pur con una ridistribuzione dei quantitativi in base alla vocazionalità ed alla distribuzione degli impianti sul territorio (ad esempio, la quota di pomodoro di San Polo viene ridistribuita sempre nel nord tra Ravarino e Pomposa, ma l’altro stabilimento di Alseno viene potenziato per sviluppare la produzione di mais, con quasi 5.000 ettari di coltivazioni orticole nel Piacentino). “In tema di caratterizzazione dei siti produttivi – rileva il direttore generale di Conserve Italia, Angel Sanchez – lo stabilimento di Podenzano (Pc) diverrà la nuova piattaforma logistica di Conserve Italia e, grazie alla sua favorevole ubicazione geografica assumerà un ruolo fondamentale nel nuovo assetto, diventando un vero e proprio avamposto di filiera. L’impianto di Podenzano verrà infatti riconvertito in una moderna struttura per il confezionamento, lo stoccaggio e la spedizione di buona parte della produzione Conserve Italia del nord Italia. Questa concentrazione delle fasi finali del ciclo produttivo consentirà, da un lato, di migliorare ulteriormente il servizio alla clientela in termini di rapidità, disponibilità, regolarità e flessibilità e, dall’altro, di ottenere una importante diminuzione dei costi generali”. “Al sud – prosegue Sanchez – viene rafforzato il sito produttivo Cirio de Rica di Caivano (NA), che si specializza nella produzione dei formati di pomodoro in scatola per tutti i marchi di Conserve Italia, oltre che nella produzione dell’intera gamma di sughi Cirio, così da ottimizzare anche l’attività “fuori campagna” e migliorare l’equilibrio della gestione aziendale generale. Lo stabilimento di Mesagne (BR) registra invece una preoccupante criticità a causa della mancanza strutturale di materia prima (pomodoro) nel comprensorio brindisino oltre ad una diffusa “deregulation” a livello produttivo e commerciale. Pur di fronte ad una situazione sicuramente penalizzante, Conserve Italia ha deciso di dare ancora una volta fiducia alle potenzialità dell’agricoltura salentina, confidando però nel pieno appoggio delle istituzioni regionali e nazionali per risolvere tutta una serie di problematiche già da tempo evidenziate e restituire fiducia e slancio all’attività di trasformazione del pomodoro nel Meridione”. “L’attuazione del Piano Industriale – conclude Sanchez – non avrà alcuna ripercussione sul piano occupazionale per l’attuale organico (operaio ed impiegatizio) di tutti i siti Conserve Italia. Per quanto riguarda gli stabilimenti Cirio De Rica, verrà mantenuto l’odierno livello dell’intera componente operaia, mentre si registra, purtroppo, un’eccedenza nell’area impiegatizia della struttura di San Polo, che però vedrà entro breve tempo azienda ed organizzazioni sindacali confrontarsi per ricercare tutte le possibili soluzioni”. “Con l’applicazione di questo rigoroso quanto necessario programma – riprende Gardini – entro due anni Cirio De Rica potrà raggiungere buoni livelli di remuneratività, in linea con le soddisfacenti performances registrate ultimamente da Conserve Italia, che ha visto il proprio fatturato aumentare di oltre il 4% negli ultimi dodici mesi. Questo Piano Industriale consentirà poi di esercitare una crescente pressione sul mercato, salvaguardando l’identità ed i valori dei singoli brand e realizzando pienamente la mission del Gruppo: essere leader in Europa nel settore delle conserve di frutta, vegetali e pomodoro per valorizzare i prodotti ortofrutticoli conferiti dalle cooperative socie”. “Per ottenere questo risultato e rafforzare ulteriormente la nostra leadership sul mercato globale – conclude il Presidente – intendiamo spingere sempre di più sull’internazionalizzazione, riportando il marchio Cirio ad un ruolo da protagonista sulle principali piazze del mondo. A questo proposito, attualmente siamo già presenti sugli scaffali dei principali punti vendita di quasi cinquanta paesi e stiamo avviando un serio programma di sviluppo per posizionare questo nostro prestigioso brand anche in nuovi mercati, quali Cina e Stati Uniti”.

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