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Appuntamenti e News  >  News  >  Nasce AGRINTESA, il "colosso" dell'ortofrutta italiana
(Bologna, 1 marzo 2007). Dalla fusione delle cooperative Agrifrut, Emiliafrutta ed Intesa, aderenti ad Apo Conerpo

NASCE AGRINTESA, IL "COLOSSO" DELL'ORTOFRUTTA ITALIANA

Bologna, 1 marzo 2007.

Razionalizzazione produttiva, riorganizzazione commerciale e sviluppo della innovazione sono gli obiettivi prioritari del nuovo soggetto imprenditoriale

“L’imminente riforma dell’Ocm ortofrutta, al vaglio dell’Unione Europea, riconferma le Organizzazioni Produttori come perno del sistema e indica nelle maggiori integrazioni la strada maestra per aumentare il grado di competitività sui mercati. In questo senso va collocata la nascita di Agrintesa, senza dubbio uno dei principali punti di riferimento del sistema ortofrutticolo nazionale”: è quanto ha affermato, nel corso della conferenza stampa di presentazione della società, Paolo Bruni, presidente di Apo Conerpo, l’organizzazione a cui aderiscono le tre cooperative che hanno dato vita al nuovo “colosso” dell’ortofrutta italiana.
Una realtà con oltre 8.000 soci, una superficie di 12.700 ettari coltivati ad ortofrutta e quasi 6.500 ettari investiti a vigneto, una produzione di circa 340.000 tonnellate di frutta e 150.000 tonnellate di uva, un valore della produzione pari a poco meno di 240 milioni di euro, una liquidazione superiore ai 97 milioni di euro (dati campagna 2005/2006), un patrimonio netto di oltre 66 milioni di euro. Questa, in sintesi, la “carta d’identità” di Agrintesa, sorta dalla fusione tra le cooperative: Agrifrut Romagna, realtà di punta della cooperazione ortofrutticola cesenate, specializzata nella produzione di pesche, kiwi e ortaggi; Emiliafrutta di Castelfranco Emilia (Mo), fiore all’occhiello della frutticoltura emiliana e leader a livello internazionale per susine, ciliegie e pere, che lungo la Via Emilia trovano le condizioni pedoclimatiche più favorevoli; Intesa, storica realtà faentina nata dalla fusione tra importanti cooperative del Ravennate e oggi struttura di punta dell’ortofrutta e del vino italiani. “Rappresentando oltre il 16% dell’intera superficie ortofrutticola emiliano romagnola e contando più di 200 dipendenti fissi, di cui 50 tecnici qualificati, e circa 260.000 giornate di lavoro avventizio (esercizio 2006) – ha dichiarato il presidente Raffaele Drei, nel corso della conferenza stampa di presentazione della società svoltasi a Bologna – Agrintesa si pone all’attenzione nazionale ed internazionale come la prima realtà produttiva e commerciale dell’ortofrutta italiana”.
“Con la nascita di questo nuovo soggetto associativo, che opera in 55 paesi nel mondo e può contare su una gamma estremamente ampia con oltre 80 referenze, dal biologico all’alta qualità – ha proseguito Drei – ci proponiamo di garantire un futuro ai produttori emiliano romagnoli e di migliorare ulteriormente il servizio offerto alla clientela italiana ed estera”.
“Questa operazione, infatti, – ha aggiunto Drei – consentirà, da un lato, di ridurre i costi e razionalizzare gli investimenti, dall’altro, di ottenere una forte specializzazione ed integrare l’offerta produttiva, così da poter assicurare le risposte più appropriate alle diverse esigenze del mercato globale”.
“Per quanto riguarda gli obiettivi più immediati – ha affermato in conferenza stampa il direttore generale di Agrintesa, Gianni Amidei – punteremo innanzitutto a sviluppare masse critiche di prodotti di alta qualità ottenuti nelle aree più vocate del paese, soprattutto dell’Emilia-Romagna, quindi potenzieremo la concentrazione delle lavorazioni per ottimizzare i risultati riducendo i costi e organizzeremo un servizio commerciale moderno, completo e flessibile. Parallelamente, costruiremo un sistema di logistica integrata in grado di migliorare l’efficienza e diminuire i costi e svilupperemo l’innovazione attraverso l’implementazione di una funzione “Ricerca & Sviluppo” in costante collegamento con il mondo scientifico ed imprenditoriale”.
“Per potenziare la leadership nella lavorazione dei prodotti – ha sottolineato Amidei – abbiamo previsto una importante riorganizzazione delle attività industriali basata sulla realizzazione di piattaforme di ritiro baricentriche rispetto agli areali produttivi e di centri di lavorazione specializzati per prodotto e collegati a queste piattaforme attraverso un sistema logistico integrato”.
Analizzando il piano industriale più in dettaglio, i cambiamenti più significativi riguarderanno gli stabilimenti di Cesena e Forlì che verranno gestiti come poli per il ritiro del prodotto conferito dai soci, a sua volta poi trasferito agli stabilimenti di Gambettola (FC) e S. Agata sul Santerno (Ra). Lo stabilimento di Vignola, invece, sarà utilizzato come piattaforma per il ritiro della produzione di ciliegie e susine, poi trasferita altrove per la lavorazione, mentre lo stabilimento di Castelfranco Emilia (Mo) ospiterà lo stoccaggio e la lavorazione di buona parte della produzione di pere e susine e dell’intero raccolto di ciliegie. Negli stabilimenti di Intesa, infine, si concentreranno prevalentemente la conservazione e la lavorazione della maggior parte del kiwi e la lavorazione di pesche, nettarine, kaki, albicocche, susine e mele.
“Grazie a questa razionalizzazione delle strutture produttive – ha ricordato ancora Amidei – si otterrà una significativa diminuzione dei costi, stimata in oltre 1.700.000 euro, in parte legata al miglioramento dei coefficienti medi di lavorazione ed in parte all’ottimizzazione dei servizi (manutenzione, affitti, ecc.). Nel medio periodo, poi, il processo di riorganizzazione contemplerà anche l’alienazione dei siti non più strategici, con una plusvalenza di circa 16 milioni di euro, l’aumento della capacità frigorifera per un totale di 13.000 tonnellate aggiuntive e l’adeguamento delle strutture di lavorazione comporterà un investimento complessivo di circa 13 milioni di euro”.
Tra gli obiettivi del nuovo “colosso” dell’ortofrutta rientra anche la riorganizzazione commerciale, che sarà improntata alla massima flessibilità ed efficienza nei rapporti con i clienti attraverso la presenza di account nella sede centrale e di category manager nelle sedi periferiche specializzate per prodotto. Per garantire un adeguato sviluppo della filiera, Agrintesa intende inoltre potenziare la propria funzione “Ricerca & Sviluppo” per l’acquisizione di brevetti industriali e la conseguente applicazione delle novità più interessanti e rispondenti ai gusti dei consumatori.
“La nascita di Agrintesa – ha concluso il direttore generale Amidei – rappresenta la risposta della cooperazione agricola al nuovo scenario ortofrutticolo, caratterizzato da segmentazione della domanda, globalizzazione dei mercati, destagionalizzazione dei consumi ed aggregazione del sistema distributivo: fenomeni di fronte ai quali è indispensabile puntare sulla concentrazione dell’offerta, la specializzazione dei bacini produttivi ed il miglioramento delle tecnologie e della logistica. Attraverso questo nuovo ed importante soggetto imprenditoriale sarà possibile raggiungere importanti economie di scale e migliorare ulteriormente l’efficienza gestionale, così da aumentare costantemente il grado di competitività e garantire una sempre migliore redditività ai produttori associati”

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