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Appuntamenti e News  >  News  >  "BIOBENESSERE", progetto di promozione dell'agricoltura biologica
Prevede iniziative d'informazione e promozione sui punti vendita, nelle scuole e in spiaggia, rivolte ai media femminili e familiari.

(Milano, 13 Luglio 2005).
Incentivare i consumi privati e collettivi dei prodotti bio, ampliare la conoscenza dei principi dell’agricoltura biologica da parte dei consumatori, valorizzare il consumo di prodotti naturali come elemento di benessere ambientale e sociale, divulgare al pubblico le norme europee che disciplinano questo metodo di produzione, i controlli a cui vengono sottoposti i prodotti biologici ed il logo comunitario che li contraddistingue. Sono questi, in sintesi, i principali obiettivi del progetto “BioBenessere”, messo a punto da Pro.B.E.R. (associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell’Emilia Romagna) e cofinanziato da Unione Europea ed Agea.
“Le priorità del progetto, presentato oggi a Milano, al quale aderiscono alcuni importanti soci Pro.B.E.R. quali Apo Conerpo, Apofruit, Bio-Appennino, Conapi-Mediterrabio, Fattorie Faggioli, Granarolo e Progeo – ha dichiarato il presidente Paolo Carnemolla – sono aumentare l’informazione sulle produzioni biologiche, favorire l’utilizzo di prodotti bio da parte di nuove categorie di consumatori, accrescere la frequenza d’acquisto di prodotti biologici da parte degli attuali consumatori”. “Per raggiungere questi obiettivi – ha proseguito Carnemolla – avvieremo un insieme complesso, diversificato ed integrato di iniziative di comunicazione destinate principalmente a famiglie, scuole, mense pubbliche e consumatori. Il programma informativo interesserà le principali categorie di prodotti (latte e derivati, ortofrutta, cereali, carne, uova e miele) e si svilupperà in 36 mesi con un investimento, nel triennio, di 7,5 milioni di euro, cofinanziato per il 50% dalla Ue, per il 20% dal Governo italiano attraverso Agea e per il 30% da Pro.B.E.R”.
“Anche in un momento di difficoltà dei consumi come l’attuale – ha continuato Carnemolla - è di fondamentale importanza non abbassare mai la guardia sulla qualità e la sicurezza di ciò che mangiamo tutti i giorni. A questo proposito, l’agricoltura biologica non solo porta sulla tavola alimenti naturali e certificati, ma rappresenta anche un modello produttivo in linea con le aspettative di qualità ambientale e benessere animale dei cittadini europei”. “Analizzando più in dettaglio le diverse iniziative in programma – ha poi ricordato il presidente di Pro.B.E.R. – ‘BioBenessere’ prevede la realizzazione di azioni informative e promozionali in centinaia di punti vendita della GDO e dei negozi specializzati italiani e di altri paesi dell’Unione Europea (Austria, Gran Bretagna, Germania, Finlandia e Svezia) sviluppate in oltre 4.500 giornate all’anno che consentiranno di contattare almeno 10 milioni di persone ogni anno.
Un altro pilastro del progetto è rappresentato dalle campagne di comunicazione rivolte ai responsabili degli acquisti e dei servizi della ristorazione collettiva, che nell’Europa occidentale assorbe circa il 40% dei 50 miliardi di pasti extradomestici consumati ogni anno (in termini economici il 25% del fatturato globale)”. “Per raggiungere il grande pubblico, ovvero quei consumatori che non conoscono l’agricoltura biologica o sono poco propensi ad acquistare questi prodotti – ha dichiarato Carnemolla – ‘BioBenessere’ prevede un’ampia campagna pubblicitaria sui media più importanti e diffusi con quasi 100 uscite su oltre 30 testate, in particolare i periodici indirizzati ad un pubblico femminile e familiare.
Tra i soggetti principali a cui si rivolge il progetto ci sono anche gli insegnanti, ai quali ‘BioBenessere’ mette a disposizione veri e propri ‘percorsi didattici’ con materiale elaborato dagli esperti ma anche dagli alunni. A questo proposito, il programma coinvolgerà più di 35 scuole del Nord e Centro Italia con una stima di 60.000 contatti all’anno. A partire dal prossimo autunno, il materiale didattico ed informativo sarà poi disponibile per tutte le scuole elementari, medie e superiori italiane attraverso il sito internet di BioBenessere (www.bio-benessere.it)”. “L’ultima azione prevista dal progetto – ha concluso Carnemolla – interessa i turisti (sono oltre 5 milioni) che ogni anno frequentano la Riviera Adriatica. Attraverso la formula innovativa degli ‘Happy Bio’, veri e propri happy hour in cui vengono distribuiti prodotti e bevande dell’agricoltura biologica, e serate di intrattenimento realizzate presso alcuni alberghi della Riviera con animazioni accompagnate a momenti informativi si punta a far incontrare il grande pubblico con i prodotti bio anche nel momento dello svago e della vacanza. Il progetto ‘BioBenessere’ comprende quindi un’ampia gamma di iniziative, rivolte a diversi soggetti, ed abbraccia a 360 gradi il biologico, offrendo una panoramica completa del settore” a nuovi e vecchi consumatori. Intervenendo alla conferenza stampa di presentazione,
Paolo Bruni, presidente di Apo Conerpo (leader europeo dell’ortofrutta fresca), ha ricordato l’importanza del progetto ‘BioBenessere’, in grado di colmare la carenza di informazioni sui prodotti biologici, che svolgono un ruolo rilevante nella tutela della salute di consumatori e di salvaguardare l’ambiente in cui vengono ottenuti. “E’ per questo - ha proseguito Bruni - che come Apo Conerpo (la cui gamma di ortofrutta biologica comprende 37 referenze) abbiamo aderito con grande entusiasmo al progetto”. Sottolineando che frutta e verdura rappresentano ben il 30% dei prodotti biologici, Bruni ha poi dichiarato che sicurezza alimentare, qualità, tracciabilità e stagionalità sono garantite dalla produzione bio.
L’importanza di ‘BioBenessere’ è stata ricordata anche da Luciano Sita, presidente del gruppo Granarolo, che ha avviato la propria presenza nel biologico all’inizio degli anni ’90. “Il progetto ‘BioBenessere’ – ha proseguito Sita – è la prima iniziativa concreta di supporto al comparto biologico e sviluppa un’importante azione di comunicazione finalizzata a far conoscere al grande pubblico i plus del bio”. Sita ha poi concluso il suo intervento ricordando che l’investimento per un allevatore che voglia dedicarsi al biologico richiede due anni di tempo per preparare le condizioni del terreno e degli animali necessari per la produzione di latte bio.
Infine, il nutrizionista Giorgio Calabrese, concludendo i lavori della conferenza, ha ricordato che, tra le tante dicotomie alimentari, solo il biologico non solleva dubbi.

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