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Appuntamenti e News  >  News  >  Al via la nuova gestione di CIRIO - De RICA
Il piano industriale punta al rilancio di due grandi marchi, sinonimo di tradizione e qualità, con investimenti per oltre 140 milioni di euro nel quadriennio

AL VIA LA NUOVA GESTIONE DI CIRIO DE RICA

(Napoli, 9 Marzo 2005). Napoli è la capitale italiana del pomodoro: quale sede migliore quindi per la presentazione delle strategie di rilancio di Cirio e De Rica, due marchi storici dell’agro-alimentare italiano, con radici profonde nella cultura partenopea? “Per restituire slancio e prospettive a questa importante azienda italiana, acquisita alla fine del 2004 da Conserve Mediterraneo – ha dichiarato il presidente Maurizio Gardini – faremo leva sui primati di qualità e tradizione dei pomodori campani, in particolare lo straordinario San Marzano, per ridare impulso ed immagine all’intera gamma dei prodotti Cirio De Rica, garantendo un consistente investimento finanziario che prevede, in quattro anni, oltre 140 milioni di euro di investimenti tra miglioramenti strutturali, promozione ed advertising (30,7 milioni nel 2005, 33,5 nel 2006, 37,6 nel 2007 e 38,7 nel 2008)”. “Il piano di rilancio messo a punto da Conserve Mediterraneo, partecipata al 51% dal gruppo cooperativo Conserve Italia ed al 49% da tre fondi d’investimento chiusi (MPS Venture, Fondo Mezzogiorno di Sanpaolo IMI, BCC Private Equity) – ha proseguito Gardini – si propone di sviluppare la capacità produttiva degli stabilimenti Cirio De Rica e salvaguardare il bagaglio di esperienze e professionalità interne; tutelare l’intera filiera produttiva e distributiva; rilanciare due marchi di grande tradizione e notorietà, sinonimi di prodotti di qualità per tutti gli Italiani; consolidare la leadership di mercato di Cirio e De Rica; utilizzare i marchi Cirio e De Rica per sviluppare una presenza di marca a livello internazionale nel pomodoro, nei vegetali ed in altri prodotti alimentari tipicamente italiani”. “Dal punto di vista strategico – ha sottolineato il presidente di Conserve Mediterraneo – in questa prima fase stiamo operando per recuperare le posizioni perse sul mercato reinserendo i prodotti Cirio De Rica nelle catene della grande distribuzione organizzata. Nella seconda fase, invece, per quanto concerne Cirio punteremo a rafforzare la leadership dei rossi (prodotti a base di pomodori), rilanciare i vegetali attraverso nuove specialità, migliorare il livello di soddisfazione dei consumatori. In riferimento a De Rica, ne modificheremo il posizionamento da brand complementare a brand alternativo a Cirio, ampliando la gamma del pomodoro ed introducendo importanti innovazioni nel packaging e nei servizi. Successivamente, punteremo su nuovi prodotti, come passata di pomodoro con elevato contenuto di licopene, pelati San Marzano Dop, condimenti per la pasta e il riso di nuovo concept, contorni pronti”. “Grazie alle misure previste dal nostro piano industriale – ha concluso Gardini – già dal 2006 il volume d’affari di Cirio De Rica dovrebbe ricollocarsi sui livelli precedenti la crisi finanziaria del 2003 (172 milioni di euro) per poi aumentare ad un tasso annuo compreso tra il 10 ed il 12%. Sempre nel 2006 il margine operativo lordo dovrebbe raggiungere quasi l’8% dei ricavi per poi arrivare gradualmente, nel 2008, attorno al 10%, in linea con lo standard del settore”. Da parte sua, Alberto Chiodini, procuratore generale di Cirio de Rica, ha ribadito il forte legame tra Napoli e l’azienda, presente in questo comprensorio da oltre 100 anni ed impegnata attivamente nella valorizzazione delle produzioni tipiche come il pomodoro San Marzano, punta di diamante della produzione campana. Coltivazione tipica dell’agro sarno-nocerino, il San Marzano è il pomodoro più amato dagli chef di tutto il mondo per la sua consistenza tenera ed il suo gusto fresco e inconfondibile, frutto del connubio tra una varietà dalle elevate caratteristiche organolettiche, un clima particolarmente vocato e la fertilità del terreno vulcanico. Cirio De Rica assegna molte aspettative allo sviluppo del pomodoro San Marzano, puntando sulla selezione varietale, l’allargamento della coltivazione, l’incremento della produzione, forte dell’immagine vincente presso il consumatore e del formidabile contributo che può fornire, quale ingrediente unico ed insostituibile, nel processo di qualificazione della cucina italiana nel mondo. “A dimostrazione del forte radicamento di Cirio – ha proseguito Chiodini – quasi il 50% della potenzialità produttiva del gruppo (110.000 tonnellate) è concentrata nell’impianto di Caivano, su una superficie di 150.000 metri quadrati”. “Da questo stabilimento – ha ricordato Chiodini – escono la passata (nelle differenti tipologie Rustica, Vellutata e Sovrana, caratterizzate da diversa consistenza e sapore) e l’aceto di vino, dal gusto vivo, ma equilibrato, ideale per esaltare il sapore di ortaggi e legumi lessati”. Oltre a quello di Caivano, Cirio De Rica conta un altro stabilimento, situato a San Polo di Podenzano (PC), che ha una superficie di 350.000 metri quadrati ed una capacità produttiva di 120.000 tonnellate. “Da queste due strutture – ha concluso Chiodini – escono prodotti espressione del “made in Italy” agroalimentare di alto livello, che, anche grazie ad una politica di marca incentrata sulla qualità e la tradizione, potranno conquistare nuovi spazi di mercato in Italia e nel mondo, restituendo a Cirio De Rica un ruolo di primo piano all’interno del comparto”.

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