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Appuntamenti e News  >  News  >  Agricoltura, nuova Pac, Fedagri: “preoccupazione per due motivi".
Bologna, 14 Ottobre 2011. Bettini (Fedagri): “Facciamo appello al parlamento Europeo per ottenere le modifiche necessarie per rendere la PAC più adatta alle esigenze dei paesi mediterranei”.

Bologna, 14 ottobre 2011 – “Il nostro giudizio complessivo sulla riforma della PAC è al momento non positivo, seppure ci rallegriamo per l’ottimo risultato ottenuto dalla cooperazione nell’ambito delle misure sullo sviluppo rurale, nel quale finalmente è stato scritto che anche le grandi aziende cooperative possono accedere alle misure per gli investimenti dopo anni di blocco”. Così il presidente Fedagri Emilia Romagna Giovanni Bettini nel suo discorso al Consiglio regionale di Fedagri Emilia Romagna, riunitosi a Bologna per esaminare i testi dei regolamenti diffusi ufficialmente lo scorso 12 ottobre relativi alla riforma della Pac post 2013. “La preoccupazione maggiore – ha spiegato Bettini - è quella relativa al bilancio della UE che propone di ridurre il gettito verso l’agricoltura europea di oltre 35 miliardi di euro in sette anni, con oltre 3 miliardi a carico della sola Italia. Non possiamo permetterci di chiudere il negoziato sulla Pac se prima non si avrà certezza rispetto alle risorse finanziarie a nostra disposizione”. Altro aspetto preoccupante della riforma riguarda poi gli impegni agroambientali richiesti dal’Europa agli agricoltori per accedere ai contributi. “Si tratta di misure - ha spiegato Pier Luigi Romiti, di Fedagri nazionale, intervenuto per illustrare il contenuto del pacchetto legislativo - “che sono state pensate ed adatte solo per le aziende del nord Europa con coltivazioni estensive che rischiano invece per l’Italia di far aumentare i costi di coltivazione con effetti sull’ambiente discutibili”. “Occorre immediatamente fare appello al Parlamento europeo – ha dichiarato il presidente di Fedagri-Confcooperative Emilia-Romagna Bettini - per ottenere le modifiche necessarie affinché questa Pac sia più adatta alle esigenze dei paesi mediterranei”. Romiti ha quindi informato i consiglieri che lo stesso commissario Ciolos, il giorno della presentazione delle proposte, su sollecitazione della cooperazione italiana, ha mostrato una apertura sulla possibilità di prevedere meccanismi di recupero finanziari per le somme non spese per gli impegni ambientali.

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