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Appuntamenti e News  >  News  >  Regione Emilia Romagna e CRPV "dichiarano guerra" al PSA del kiwi
Faenza, 3 Novembre 2011. Attraverso un innovativo progetto di ricerca, frutto della sinergia tra pubblico e privato.

Faenza, 3 Novembre 2011).
A pochi giorni dall’avvio della campagna sono abbastanza favorevoli le prospettive per il kiwi, grazie anche al buon livello qualitativo del prodotto. Ma su questo apprezzato frutto autunnale grava una pesante “spada di Damocle” che negli ultimi tempi ha colpito la coltura riducendo la produzione e il reddito degli agricoltori: stiamo parlando della temuta Batteriosi. Una risposta contro questa grave fitopatia, che si è diffusa rapidamente in molte delle regioni italiane più vocate alla coltivazione del kiwi, arriva dalla Regione Emilia Romagna e dal CRPV (Centro Ricerche Produzioni Vegetali). Attraverso una proficua ed apprezzabile sinergia tra pubblico e privato i due enti hanno infatti messo a punto un progetto di ricerca finalizzato a fronteggiare l’emergenza batteriosi con un investimento complessivo di 360.000 euro in due anni di cui 120.000 a carico della Regione.
“Dal punto di vista operativo – ha ricordato il presidente del CRPV, Giampiero Reggidori, in occasione della presentazione – il progetto, che si avvale del coordinamento tecnico del prof. Raffaele Testolin dell’Università di Udine, si propone innanzitutto di approfondire le conoscenze sul batterio Pseudomonas Syringae pv. Actinidiae (PSA) per chiarire in particolare alcuni aspetti ancora poco conosciuti del suo ciclo biologico e della malattia che provoca. A tale proposito, gli studi epidemiologici consentiranno di individuare i siti di penetrazione del patogeno, la loro importanza per il ciclo della malattia e la modalità del movimento interno del batterio. Le modalità di disseminazione del patogeno permetteranno di definire il ruolo del polline nella diffusione della fitopatia, mentre la ricerca di ceppi batterici antagonisti consentirà di sviluppare strategie innovative di controllo biologico del PSA”.
“Un altro obiettivo del progetto promosso dalla Regione e coordinato dal CRPV – ha proseguito Reggidori – è studiare l’influenza delle diverse pratiche agronomiche sia sull’insorgenza della malattia che sulla sua virulenza per individuare le tecniche (concimazione, irrigazione, potatura) più opportune per limitare la diffusione del cancro batterico. Tra gli interventi finalizzati a combattere la malattia, anche la verifica di preparati di sintesi e naturali in grado di contenere la batteriosi, da attuarsi sia in condizioni controllate (in vitro) che naturali (di campo), valutandone attentamente l’efficacia e l’eventuale fitotossicità”. “Il progetto di ricerca – ha concluso Reggidori – comprende poi la messa a punto di apposite tecniche vivaistiche per la conservazione del materiale di fonte al fine di verificare il livello di sopravvivenza del batterio e la sua patogenicità su piante ottenute mediante micropropagazione in vitro e definire la procedura in grado di ottenere e mantenere piante iniziali sane. Infine, saranno valutate le implicazioni economiche legate alla possibile diffusione della malattia ed al conseguente abbattimento degli impianti con i possibili effetti sull’andamento dei mercati e sull’intera filiera provocati dalle perdite di prodotto”.
Esprimendo grande apprezzamento per questa proficua partnership tra pubblico e privato, l’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, ha garantito la massima collaborazione della Regione alla realizzazione degli obiettivi previsti dal progetto di ricerca. “Un progetto – ha aggiunto l’Assessore – che potrà offrire al sistema produttivo un importante contributo nella lotta a questa temibile fitopatia e che è auspicabile possa essere inserito in un’attività scientifica di livello nazionale”. “Questo – ha concluso Rabboni – perché se l’Emilia Romagna è stata la prima regione a mettere a punto una simile iniziativa, la batteriosi del kiwi è comunque un problema che purtroppo, seppur con diversa entità, interessa tutte le principali aree produttive del nostro paese”.

Organizzazioni di produttori ed Istituzioni che hanno aderito al progetto

Agrisol, Apo Conerpo, Apofruit, Banca di Credito Cooperativo Ravennate & Imolese, Banca di Credito Cooperativo Romagna Occidentale, CCIAA Forlì - Cesena, CCIAA Ravenna, Centro Attività Vivaistiche, Consorzio Agrario Forlì - Cesena - Rimini, Consorzio Agrario Ravenna, Consorzio Kiwigold, Eur.o.p.fruit, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Granfrutta Zani, Gruppo Salvi, Minguzzi Spa Consortile, Orogel Fresco, Pempacorer, Unitec.

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