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Appuntamenti e News  >  News  >  Mercato in grave crisi per pesche e nettarine

L’allarme giunge dal Tavolo delle Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli dell’Emilia-Romagna

A poche settimane dall’inizio della campagna di commercializzazione delle pesche e nettarine, il mercato manifesta i segni di una profonda crisi.
L’allarme giunge dal Tavolo delle Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli dell’Emilia-Romagna che evidenzia come questa gravissima situazione danneggi prima di tutto i produttori agricoli, ma anche l’intera filiera, mettendone a rischio la sopravvivenza, con tutto quello che questo significa in termini di occupazione ed indotto.
Le cause di questo stato di crisi riguardano un insieme di fattori che stanno creando una congiuntura estremamente negativa e dimostrano la grande fragilità del sistema ortofrutticolo regionale e nazionale. La produzione, sia in Italia che in Europa, è superiore rispetto al 2003 ma nella media degli ultimi anni. Non è comunque la pressione dell’offerta la causa prima del problema, bensì la riduzione dei consumi.
A pesare è la crisi economica che attanaglia gran parte dei paesi europei, Germania in testa che - ricordiamolo - rappresenta oltre il 45% del nostro export ortofrutticolo, oltre ad un andamento stagionale sfavorevole. A questi problemi si aggiunge la strategia di molte catene distributive, soprattutto discount esteri, che puntano su politiche “estremamente aggressive”che consentono di pagare ai produttori prezzi della materia prima di pochi centesimi. A fronte di questa gravissima situazione le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli dell’Emilia Romagna :
1. Chiedono alle catene di supermercati presenti in Italia di sostenere le politiche dei produttori e delle loro organizzazioni, favorendo il prodotto nazionale, i prodotti tipici e le politiche di marca della produzione
2. Denunciano la grave situazione che penalizza prima di tutto i produttori agricoli, vero anello debole della filiera, che per un chilogrammo di pesche di prima categoria potranno ricavare da 15 a 30 centesimi di euro, pari al 40-50% del costo di produzione. Tale contesto di crisi riguarda, al momento, anche gran parte dei prodotti orticoli e rischia di ripercuotersi su tutto il settore
3. Chiedono l’adozione dello stato di crisi del settore e invitano le autorità competenti, regionali e nazionali, a mettere in atto tutti i provvedimenti idonei a tutelare il comparto ortofrutticolo.
4. Chiedono alle autorità preposte di effettuare i necessari controlli lungo tutta la filiera, dal produttore al consumatore, per verificare se vi sono comportamenti speculativi. Non si riesce a capire come un chilogrammo di pesche, pronto per il consumo, che viene pagato alle Organizzazioni dei Produttori meno di 1 euro possa essere posto in vendita a prezzi che superano anche i 2-3 euro.
Al momento non resta che chiedere a tutti i protagonisti della filiera, ma anche alle Istituzioni, di assumere un impegno di responsabilità a sostegno di un settore vitale per l’economia regionale e nazionale


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