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Inaugarato dal Ministro Alemanno il nuovo stabilimento vinicolo di Intesa

Al taglio del nastro presenti anche il sindaco di Cotignola, Antonio Pezzi, e il Vescovo di Faenza-Modigliana, S.E. Claudio Stagni.

“Questa realizzazione da parte di una realtà cooperativa dimostra ancora una volta come si possano coniugare i valori antichi con la modernizzazione tecnologica. Questi impianti garantiscono la qualità delle produzioni, dimostrando che l’agroalimentare italiano può avere un futuro e non è destinato, come qualcuno vorrebbe, ad essere gestito solo dai Paesi in via di sviluppo, perché ogni territorio ha il diritto di sviluppare la propria agricoltura”. È quanto ha dichiarato il ministro per le Politiche Agricole, Gianni Alemanno, intervenendo, a Cotignola (Ravenna), alla cerimonia di inaugurazione del rinnovato stabilimento vinicolo della cooperativa Intesa, struttura che fa capo a Confcooperative. Con una produzione di oltre 3 milioni e mezzo di quintali (2 milioni di frutta e 1,5 milioni di uva),
Intesa è una delle maggiori realtà europee nel settore ortofrutticolo e vitivinicolo.
“Questa – ha dichiarato il presidente della cooperativa, Raffaele Drei – è una giornata di festa per Intesa (che vede realizzato un progetto perseguito per anni con il quale si intende rilanciare la viticoltura di pianura) anche se cade in un momento purtroppo molto difficile per il settore ed in particolare per le aziende frutticole. Dopo anni di ingenti investimenti realizzati sia all’interno della struttura di lavorazione e commercializzazione che nelle aziende agricole di base, infatti, la grande crisi di mercato registrata nel corso della campagna 2004 sta mettendo in ginocchio anche le aziende più dinamiche e moderne”.
Dopo Drei ha preso la parola il direttore generale di Intesa, Gianni Amidei, soffermatosi sulle caratteristiche di questo stabilimento, che si affianca a quello di Modigliana, realizzato di recente, dove si concentra la produzione di alta qualità. “La struttura di Cotignola – ha proseguito Amidei – ha una capacità di stoccaggio e conservazione di 585.000 ettolitri di vino, una potenzialità di lavorazione delle uve pari a 4.000 quintali/ora, una potenzialità frigorifera di 6.642.000 frigorie/ora ed una capacità di conservazione dei mosti di 18.000 ettolitri”. L’impianto – ha concluso Amidei – può essere considerato a tutti gli effetti uno dei più grandi stabilimenti vinicoli europei ed è espressione del processo di rinnovamento avviato da Intesa negli ultimi anni ed incentrato sull’innovazione tecnologico e sulla qualificazione della produzione vinicola”.
È poi intervenuto il presidente nazionale di Fedagri/Confcooperative, Paolo Bruni, che ha sottolineato il non facile momento attraversato dalla agricoltura italiana. A questo proposito, Bruni ha ricordarto che “occorre correggere le distorsioni della filiera che esprimono alti prezzi al consumo e reddito inadeguato ai produttori ed è indispensabile uno sforzo comune di pubblico e privato per fare, finalmente, decollare l’interprofessione affinché il prodotto possa arrivare sul mercato con un doppio controllo: quello sulla filiera della qualità e quello sulla filiera del prezzo”.
Rispondendo al presidente di Fedagri, il ministro Alemanno ha dichiarato che “in un’economia di mercato i prezzi non si possono controllare per legge e bisogna invece puntare sul rapporto tra le istituzioni, i produttori e la distribuzione. “Stiamo scommettendo tutto su questo, sulla valorizzazione degli organismi interprofessionali e sulla tracciabilità del prodotto – ha detto Alemanno – affinché il consumatore possa scegliere in maniera trasparente”.


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